Alina Vergnano

Residenza del 2019

L’artista (1989) utilizza tecniche differenti quali la pittura, la scultura e media alternativi, tutti assoggettati all’individuazione di un’intimità umana, all’esplicitazione per immagini di emozioni e pensieri taciuti; lavorando sull’attimo, sull’intuitività del gesto pittorico e scultoreo, plasma la materia in calligrafie sinuose e contorte che mirano al raggiungimento di un unicum estetico indissolubile. La vigorosità delle linee nere o bianche – che fendono i fondi delle sue opere si relazionano con la cedevolezza dei contenuti, lasciando al pubblico la continua scoperta di un manufatto in equilibrio tra linearità grafica e complessità concettuale. Durante la residenza, sceglie di utilizzare oggetti abbandonati o dispositivi per il lavoro agricolo, come reti, alari e stoffe antiche, lavorando sul concetto di stratificazione e trasparenza. Un percorso di opere pittoriche giocate sulla naturale bicromia dei supporti utilizzati, sulla loro manifesta tattilità e arricchite da tracce di pastelli a olio, carboncini e acrilici.