Andreas Golinski

Residenza del 2010

Interessato alla vera essenza del passato, recupera ed utilizza oggetti e materiali che individuano un luogo riportandoli all’oggi. Durante la residenza, Golinski (1979) recupera una storia, quella di una terra coltivata a vigne. Utilizza dismesse matasse di filo di ferro per affastellarli fino a ergere una colonna. Un pilastro circolare incoerente nella forma mima i ruderi verticali della vicina Valle dei Templi. Il progetto si sposta anche a parete; sacchi di juta centenaria, utilizzata anticamente per trasportare il vino a cavallo, vengono privati del loro utilizzo tramite tagli e geometriche cuciture che ne restituiscono nuova identità. Un dialogo severo tra il tempo e il contemporaneo, un riscatto offerto dall’arte.