Paolo Gonzato

Residenza del 2012

Gonzato (1975) cerca la caratteristica peculiare della materia, la più ovvia, che spoglia e ridefinisce per restituirla ad una nuova contemporaneità. Compie piccole correzioni o grandi rivoluzioni, per tentare di dar ordine al caos naturale. L’atto sovversivo di stravolgere una fedeltà descrittiva riscopre l’essenza di legni, stoffe, materiali poveri e design. Durante la residenza, Gonzato mette in scena un teatro contraddittorio. Fogli plastici, usati per gli imballaggi, sono il supporto nobilitato di grandi opere ad olio dove sovrasta la figura del rombo, poligono modulare e simbolo semplice dell’infinita possibilità di ricreazione. Con tavole di varie dimensioni e tonalità crea una struttura precaria e armonica che evoca il disegno spontaneo e caoticamente perfetto del sofisticato intreccio di foglie e specie vegetali.